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EAVIcamp sarà composto da tre sessioni consecutive, dedicate alla cultura della partecipazione, alla produzione di contenuti e all’utilizzo consapevole di Internet.

Vediamole un po’ più nel dettaglio:

1. ESPERIENZE CONDIVISE DI SVILUPPO CREATIVO IN RETE

Dall’Open Source all’Open Content

Grazie alla partecipazione sempre maggiore e alla disponibilità d’informazioni aperte, sono sempre di più gli utenti che scelgono la via dell’Open Source, sganciandosi dalle strutture poco flessibili dei sintemi chiusi.

Si tratta di una concezione della rete che incoraggia la pubblicazione libera e aperta (open) del codice sorgente (source) di software e di sistemi operativi.

Quello che rende interessante questa filosofia non sono solo le implementazioni bottom-up apportate al sistema operativo dagli utenti, quanto piuttosto le interazioni che si vengono a creare tra i partecipanti delle comunità creative e i contenuti condivisi al loro interno.

L’evoluzione di questo fenomeno è ciò che è stato chiamato Crowdsourcing: l’intelligenza collettiva.

Tutto o quasi può essere richiesto a chi ha le capacità e la voglia di fare, e la comunità Open Source è la prima a trarne beneficio.

Il passaggio dall’Open Source all’Open Content e al crowdsourcing  è diventato sempre più evidente: il concetto di condivisione sta migrando da un campo meramente tecnico e informatico ad ambiti più tipicamente creativi come quelli dell’informazione o della musica, Open Content per l’appunto o della messa a disposizione delle proprie competenze per chi le richiede.

Gli interventi in questo panel vanno dal raccontare proprie esperienze in progetti crowdsourcing e open source, a suggerire nuovi strumenti, idee e modalità innovative.


2. SCRIVO UN BLOG PERCHÉ SONO UN CITTADINO (J. Saramago)
Gli utenti generano contenuti e… cittadinanza.

La cosiddetta “Rivoluzione 2.0” ha trasformato la Rete in un ambiente interattivo all’interno del quale l’utente può creare e implementare contenuti e distribuirli a costo zero.

La blogosfera sta diventano l’alternativa possibile ai mezzi di comunicazione mainstream sia per la  velocità nel fornire informazioni sia per l’impatto che ha sull’agenda setting.

Quando questo avviene in un certo senso l’opinione pubblica si sposta on-line dove la voce dei cittadini può esprimersi senza dover ricorrere a nessun portavoce. In questi termini la creazione di contenuti diventa una forma di cittadinanza attiva attraverso una partecipazione virtuale.

Tutto questo, però, ha sollevato anche diversi problemi: l’attendibilità e alla autorevolezza delle fonti (vedi dibattito su Wikipedia), la proprietà intellettuale e il diritto d’autore, che ha portato alla nascita di progetti come il Copyleft e le licenze Creative Commons.

Le esperienze coerenti con questo panel vanno dalla partecipazione ai progetti Wiki, di citizen journalism, ai blogger, a chi è attivo creativamente nella Rete.

3. EDUCAZIONE AI MEDIA?
Un’esigenza; tra sicurezza, curiosità e pertinenza

I social media vengono già annoverati tra i nuovi mezzi di comunicazione, network e i mondi virtuali hanno consentito a chiunque di creare una propria identità su Internet: c’è chi reagisce in modo apocalittico puntando il dito su tutti i pericoli (reali e potenziali) della rete e chi invece guarda al Web 2.0 con fare entusiasta e speranzoso.

I primi si battono per una minuziosa regolamentazione di Internet mentre i secondi si battono perché rimanga libera da vincoli.

Quel che è certo è l’esigenza diffusa di un’educazione ai media. Per questo la Media Literacy (competenza mediatica degli utenti) è riconosciuta dalla Comunità Europea come una priorità: perché mette gli utenti nella condizione di acquisire oltre alle capacità tecniche anche le capacità critiche e la consapevolezza delle problematiche che l’avvento del Web ha portato con sé.

L’idea che su Internet circoli la cosiddetta informazione libera si rivela esatta solo nel momento in cui l’utente/cittadino possiede gli strumenti per trovare, scegliere e ordinare le informazioni in base al proprio ordine di rilevanza, e sa distinguere informazioni attendibili e rilevanti da quelle che non lo sono

Un cittadino della Rete competente, è chi sa capire quando un’informazione è meritevole di essere diffusa attraverso i social network, e che si preoccupa di verificarne l’origine.

Le esperienze coerenti con questo panel vanno dalla illustrazione di esempi di Media Education alla riflessione sulle domande che l’avvento del Web 2.0 ha alimentato.

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EAVIcamp ha anche un wiki: lo trovate all’indirizzo

http://barcamp.org/EAVIcamp

si tratta di uno strumento estremamente utile perchè permette la condivisione in tempo reale di informazioni, e il costante aggiornamento delle news sull’organizzazione del nostro barcamp.

barcamp.org è la rete mondiale di tutti i barcamp, e trovate moltissime informazioni utili su cos’è un barcamp e come si organizza. Non ci sono regole imposte dall’alto: il wiki cresce e si sviluppa per mano dei suoi stessi utenti che, giorno dopo giorno, apportano nuovi pezzi di conoscenza e si scambiano buone pratiche.

Iscriversi al wiki sarà necessario per tutti coloro che vorranno partecipare a EAVIcamp – Tra qualche giorno vi spiegheremo come – ma chiunque voglia contribuire fin d’ora a rendere più bello e completo il wiki di EAVIcamp è ovviamente il benvenuto!

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